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La transizione verso un sistema energetico a bassa intensità di carbonio deve accelerare il passo per vincere la sfida del cambiamento climatico e ciò richiederà il contributo di tutte le migliori tecnologie, specialmente di quelle in grado di attivare sinergie positive per il sistema.

La microcogenerazione ad alta efficienza, ovvero la produzione combinata di energia elettrica e calore a partire da un solo combustibile (tipicamente metano, biometano e GPL) in sistemi di potenza elettrica inferiore ai 50 kW, è una tecnologia che può giocare un ruolo di rilievo nel percorso di decarbonizzazione nazionale, grazie agli evidenti benefici economici, ambientali e di sistema.

Questo è quanto sostengono i firmatari del position paper promosso da SNAMLa microcogenerazione: un futuro intelligente e sostenibile per l’energia, nel quale vengono messi in evidenza i vantaggi di questa tecnologia e le misure da attuare per promuoverne la diffusione in Italia.

Efficienza

Permettendo un risparmio di energia primaria di oltre il 20% rispetto alla generazione separata di elettricità e calore, la microcogenerazione è in primo luogo uno strumento per incrementare l’efficienza energetica e, in questo senso, è tra le tecnologie che andrebbero promosse per raggiungere l’obiettivo comunitario al 2030 in materia. Un minor consumo di energia primaria significa minori importazioni di gas naturale ma anche minori emissioni di CO2. Quando alimentata a biometano, le emissioni di anidride carbonica della microcogenerazione sono nulle.

Ambiente

Da un punto di vista ambientale, la microcogenerazione ad alta efficienza può ridurre l’impatto negativo sulla qualità dell’aria del riscaldamento residenziale. Un moderno microcogeneratore ha infatti emissioni quasi nulle di particolato, mentre quelle di ossidi di azoto sono inferiori del 90% rispetto a una caldaia tradizionale. Secondo un recente studio del Politecnico di Milano, ogni euro investito nella microcogenerazione genera un beneficio di 0,3 euro per l’ambiente derivante dalla riduzione delle emissioni inquinanti lungo la vita utile della tecnologia. Ciò è particolarmente importante in Italia, dove il numero di decessi dovuti all’inquinamento atmosferico è tra i più alti in Europa (oltre 80.000 morti nel 2015, EEA) e comporta un costo sanitario stimato intorno ai 90 miliardi di euro l’anno (WHO).

Sistema

A livello di sistema, questa tecnologia è in grado di integrare in modo efficiente quote crescenti di fonti rinnovabili non programmabili, potendo fornire servizi di flessibilità alla rete per mezzo di cluster controllati da remoto. Generando energia elettrica in prossimità del luogo in cui viene consumata, la microcogenerazione riduce inoltre le perdite di trasmissione e distribuzione e la necessità di costosi investimenti nel potenziamento della rete, poiché sfrutta la capillare infrastruttura del gas già esistente.

Affinché la microcogenerazione ad alta efficienza possa dispiegare tutte le sue potenzialità a beneficio del sistema, è necessario rimuovere le barriere che ne rallentano la diffusione in Italia, attuando per prima cosa una semplificazione della normativa che regola l’installazione di questi sistemi, come auspicato dai firmatari del position paper. Anche in vista delle prospettive aperte dallo sviluppo del biometano, il documento sottoscritto da università, associazioni e imprese propone inoltre di incentivare la diffusione su larga scala della tecnologia avviando un meccanismo di supporto di tipo feed-in tariff quando alimentata con gas rinnovabile.

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