Consumi più elettrici, elettricità più rinnovabile, la strada per uscire dal caro fossili

Gli impatti dell'aumento dei prezzi di petrolio e gas sull'economia italiana sono peggiori di quanto ci si aspettasse, anche soltanto fino allo scorso 11 settembre 2026, quando l'Italia ha inviato alla Commissione europea la richiesta di poter fare fino a 14,4 miliardi di deficit in più per l'energia nel 2026-2028.

A settembre l'inflazione è balzata al 4,2%, trainata dall'energia, e l'Italia ha inviato una nuova lettera a Bruxelles con la richiesta di ulteriore flessibilità a causa dell'impatto dell'inflazione.

I rincari dei combustibili fossili li paghiamo due volte, in bolletta e negli interessi sul debito.

Dall'inizio della guerra in Iran, i costi aggiuntivi per petrolio e gas hanno superato i 100 miliardi di euro in Europa, abbiamo speso molto di più per avere lo stesso. Per ridurre questa dipendenza, la Presidente von der Leyen ha indicato la strada dell'elettrificazione ribadendo che non possiamo chiedere di passare all'elettricità quando in media costa quasi tre volte più del gas.

La regola dovrebbe essere semplice, l'elettricità non va tassata più del gas.

Questi fattori meritano attenzione politica e azioni urgenti, soprattutto in Italia, per più ordini di motivi.

In primo luogo, perché i rialzi dei prezzi dei fossili colpiscono ogni economia in proporzione a quanto ne dipende, e l'Italia è, tra le grandi economie europee, la più dipendente dalle importazioni di combustibili fossili. Per questo paghiamo un conto più salato che altrove e in continua crescita. Ogni rialzo dei prezzi significa pagare di più per comprare gli stessi barili e metri cubi di gas. È ricchezza che esce dal Paese, mentre il reddito reale di famiglie e imprese scende.

In secondo luogo, sull'elettrificazione dei consumi non stiamo andando nella giusta direzione. Come spiega l'autorevole Energy Square, la fiscalità energetica italiana penalizza il vettore che molte tecnologie efficienti devono usare di più: l'elettricità. Questo altera la convenienza di pompe di calore, veicoli elettrici e processi industriali elettrificati. In alcune configurazioni, la fiscalità può erodere oltre tre quarti del vantaggio energetico ottenuto passando dalla combustione all'elettrico. Per rimuovere questa distorsione serve riequilibrare la fiscalità tra elettricità e gas, con l'obiettivo di smettere di penalizzare proprio gli investimenti che riducono i consumi energetici e la dipendenza dai combustibili fossili (Energy Square).

Se in questo momento servisse più coraggio, dovremmo augurarci che l'Italia lo trovi non per aumentare il debito pubblico, o quantomeno per dare priorità ad azioni a costo zero che riducono la dipendenza dai fossili in modo strutturale e con benefici già nel breve termine.

Dovremmo sbloccare i cantieri per installare nuovi impianti di generazione elettrica rinnovabile, cioè i progetti che oggi restano fermi per iter autorizzativi lunghi anni e che, in tanti casi, si bloccano del tutto. Per farlo basterebbero due modifiche al Testo Unico FER (d.lgs. 190/2024), da inserire nel DL Imprese di prossima emanazione. (Greenreport)