A RDS Green ho parlato di energia e guerra in Medio Oriente: spostando la dipendenza restiamo ostaggi del gas

A RDS Green mi è stato chiesto di commentare il riflesso immediato che la guerra in Iran ha avuto sull’energia, aggravando una crisi già in atto che vede i Paesi dipendenti dalle importazioni di combustibili fossili sempre più esposti ai ricatti dei Paesi fornitori di gas e petrolio.

In radio ho spiegato che spostare la dipendenza non è una soluzione. In Europa e in Italia siamo passati dall’acquistare gas russo ad aumentare le importazioni di gas americano e dipendiamo anche dai Paesi del Golfo, col risultato che restiamo ostaggi del gas.

E questo ha un costo, economico e politico. Lo dimostra anche il fatto che il Parlamento europeo abbia approvato l’accordo sui dazi sotto il ricatto degli Stati Uniti di non darci più il gas, in un momento in cui la guerra in Iran sta causando il più grande shock energetico nella storia del mercato petrolifero globale.

L’Italia è tra i Paesi europei più dipendenti dalle importazioni di gas e quindi siamo il Paese che sta affrontando i costi e i rischi maggiori.
La soluzione la conosciamo da tempo.
Già nel 2022, dopo la guerra in Ucraina, avevo presentato al Governo un piano per accelerare le rinnovabili, sviluppare gli accumuli e aumentare l’elettrificazione dei consumi.
Se fosse stato seguito quel piano, oggi saremmo molto meno dipendenti dal gas.
Invece, abbiamo realizzato meno di un terzo degli impianti rinnovabili che avremmo potuto fare.

Più rinnovabili significa meno costi, meno rischi e meno emissioni. Possiamo farlo: abbiamo imprese pronte a investire, competenze eccellenti e risorse come sole, vento e acqua. Ma serve la volontà politica di rimuovere gli ostacoli alle rinnovabili per liberare l’Italia e l’Europa dai ricatti di chi ci vende il gas.

Ho approfondito il tema nella puntata di RDS Green del 29 marzo 2026, ore 15:05.