Re Rebaudengo

Aree Idonee

La Legge n. 4/2026, di conversione del DL 175/2025 (Transizione 5.0 e Aree Idonee), pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 15 del 20 gennaio 2026, ha introdotto la nuova disciplina delle aree idonee alle rinnovabili, un tassello fondamentale che il settore attendeva da quattro anni.

Il Decreto fissa l’obiettivo di 80 GW di nuova potenza rinnovabile installata entro il 2030, un traguardo che implica la realizzazione di oltre 11,5 GW annui nei prossimi cinque anni. A fronte dei 7,5 GW installati nel 2024 e dei circa 7 GW aggiunti nel 2025, emerge con chiarezza la necessità di una decisa accelerazione del ritmo delle nuove installazioni.

Durante l’iter di conversione in Legge, il Governo ha apportato alcune modifiche al Decreto necessarie, come ho spiegato nel mio articolo "Aree Idonee Rinnovabili: criticità aperte e correttivi urgenti", affinché l’individuazione delle aree idonee, indispensabile per accelerare gli iter autorizzativi, non si traducesse, al contrario, in un blocco non solo dei progetti futuri ma anche di quelli in iter autorizzativo.

Il correttivo sostanziale introdotto è la previsione di una norma di salvaguardia per i progetti già in fase di sviluppo relativi all’installazione di impianti di generazione da fonti rinnovabili.

La previsione di una disciplina transitoria rappresenta una misura di equilibrio e di buon senso, necessaria a garantire continuità e a tutelare il principio di affidamento degli operatori che hanno avviato i propri progetti nel rispetto del quadro normativo vigente. La certezza del diritto è un presupposto essenziale per un settore che richiede investimenti rilevanti e una pianificazione di lungo periodo: la clausola di salvaguardia consente alle imprese di proseguire le iniziative già avviate senza il rischio di vanificare anni di lavoro e risorse investite. 

Positiva è anche la rimozione del requisito dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA) per l’ampliamento delle aree idonee in prossimità di stabilimenti e impianti industriali (solar belt).

Detto ciò, il settore si sarebbe atteso un intervento regolatorio più deciso nella direzione di una maggiore espansione delle aree idonee e quindi di un maggior sostegno complessivo alle rinnovabili.

In questa prospettiva, sarebbe necessario l’avvio di un Tavolo tecnico per definire un quadro regolatorio equilibrato, capace di garantire un’effettiva tutela del patrimonio culturale senza compromettere la possibilità di realizzare i nuovi impianti indispensabili al Paese. È fondamentale evitare che l’estensione generalizzata delle fasce di rispetto a tutti i beni tutelati, prevista dal D.Lgs. 42/2004 e comprensiva anche dei beni paesaggistici, finisca per ridurre in modo eccessivo il numero di aree concretamente disponibili per i progetti futuri.

Rispetto alle successive scelte regionali, è auspicabile che le Amministrazioni territoriali adottino soluzioni coerenti con i principi sanciti dalla Corte costituzionale nella sentenza n. 184/2025, interpretando la disciplina delle aree idonee come uno strumento premiale e di semplificazione dei procedimenti autorizzativi e non come un divieto di realizzare impianti rinnovabili fuori da tali aree.