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La Microcogenerazione Per Migliorare L’efficienza E Abbattere L’inquinamento

La microcogenerazione ad alto rendimento rappresenta, insieme alle pompe di calore a gas, la tecnologia più efficiente e pulita tra quelle programmabili.

Per dispiegare appieno il potenziale di questa tecnologia è necessario che anche l’energia elettrica (e non solo quella termica) prodotta in loco da un impianto di microcogenerazione possa essere autoconsumata da più utenti, recependo finalmente la direttiva UE 2018/2001.

Consentire di realizzare forme di autoconsumo anche dell’energia elettrica “da uno a molti” permetterebbe di massimizzare i benefici della microcogenerazione in termini di efficienza e riduzione delle emissioni, altrimenti limitati, ad esempio nei condomini, dalla possibilità di alimentare la sola utenza delle parti comuni.

Potenziale di riduzione dei consumi e delle emissioni

Secondo lo studio “Sistemi energetici di utenza condominiale”, pubblicato nel 2019 dal Gruppo Professione Energia sulla base di dati del GSE, il potenziale fabbisogno massimo in ambito condominiale di energia termica che potrebbe essere soddisfatto attraverso impianti di microcogenerazione è pari a 77 TWh/anno, cui corrisponderebbe una produzione elettrica di 34,6 TWh/anno.

Ipotizzando l’utilizzo di sistemi di microcogenerazione di taglia media per coprire l’intera richiesta termica ed elettrica sopra indicata, il corrispondente consumo di gas naturale sarebbe di 12 miliardi di metri cubi/anno anziché di 15 miliardi. Si otterrebbe quindi un risparmio di 3 miliardi di metri cubi/anno di gas naturale, pari ad una riduzione del 20% di energia primaria rispetto alla generazione separata in centrali termoelettriche e caldaie tradizionali.

Grazie agli avanzati sistemi di controllo emissioni, i microcogeneratori hanno inoltre emissioni inquinanti e climalteranti inferiori sia rispetto alla media del parco di generazione termica residenziale sia del parco di generazione elettrica nazionale. Dunque, una maggior diffusione della microcogenerazione in ambito residenziale garantirebbe anche significativi benefici ambientali. Continuando con l’ipotesi precedente, l’utilizzo di sistemi di microcogenerazione per produrre 77 TWh/a di energia termica e 34,6 TWh/a di energia elettrica consentirebbe una notevole riduzione delle emissioni inquinanti e climalteranti, riassunta nella seguente tabella*:

Ulteriori benefici

Potendo produrre elettricità in maniera distribuita e programmabile sfruttando l’esistente infrastruttura del gas, caratterizzata nel nostro paese da una elevata capillarità, la microcogenerazione può anche contribuire alla stabilità e al miglioramento della qualità del servizio della rete elettrica.

I moderni sistemi di microcogenerazione, essendo controllabili da remoto, possono infatti essere organizzati in centrali elettriche “virtuali” per la fornitura di servizi di flessibilità, garantendo la copertura delle punte di consumo e contribuendo alla stabilità della rete.

La microcogenerazione può inoltre contribuire a promuovere la partecipazione attiva della domanda ai mercati anche grazie alla diffusione di configurazioni di demand response e all’evoluzione di nuovi soggetti quali gli aggregatori e le Comunità Energetiche.

* Per i fattori di emissione del parco di generazione elettrica italiano si è fatto riferimento alla pubblicazione ISPRA Fattori di emissione atmosferica di gas effetto serra nel settore elettrico nazionale e nei principali paesi europei, 2019, per quelli di generazione termica alla pubblicazione di ENEA Impatti energetici ed ambientali dei combustibili nel riscaldamento residenziale, 2017.

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