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Si Apre L’ultima Finestra Disponibile Per Evitare La Catastrofe Climatica

Nel 2019 il “clima” nonostante tutto è cambiato. Rimasto a lungo nell’anticamera del dibattito pubblico, il cambiamento climatico ha fatto finalmente il suo ingresso tra i grandi temi trasversali che riempiono le piazze e occupano le prime pagine dei giornali, cominciando anche ad orientare le scelte di investimento e di consumo.

La percezione dell’urgenza di affrontare il cambiamento climatico e il riconoscimento della gravità del fenomeno sono atteggiamenti sempre più diffusi che si riflettono anche nel linguaggio. “Emergenza climaticaè per Oxford la parola dell’anno scelta sulla base dell’analisi dei testi inclusi nell’Oxford English Corpus, uno dei maggiori corpora linguistici dell’inglese scritto. Rispetto all’anno precedente, nel 2019 la frequenza del termine è aumentata di oltre 100 volte e “climatica” è, tra tutti gli aggettivi che accompagnano il sostantivo “emergenza”, di gran lunga il più ricorrente.

Riconoscere una situazione come un’emergenza è il primo passo per mettere in campo misure adeguate. Proprio con questo obiettivo, l’on. Rossella Muroni ha promosso nel mese di dicembre una mozione firmata da tutti i gruppi di maggioranza per impegnare il governo a dichiarare l’emergenza climatica in Italia. Il nostro Paese, come è sempre più evidente, è infatti particolarmente vulnerabile agli effetti del cambiamento climatico.

Il 2019 è stato in tutto il mondo un altro anno di nuovi record climatici, tutti negativi. A maggio, l’osservatorio del NOAA di Mauna Loa, Hawaii, ha registrato il nuovo massimo di concentrazione di anidride carbonica in atmosfera, pari a 414.8 ppm. Luglio, sempre seconde le rilevazioni del NOAA, è invece stato il mese più caldo di cui si ha traccia, con una temperatura media globale di 0,95 °C sopra la media del secolo scorso.

Secondo le stime preliminari del Global Carbon Project, le emissioni di CO2 da fonti fossili sono aumentate nel 2019 dello 0,6% rispetto all’anno precedente, confermando una volta in più la correlazione diretta con la crescita economica. Per avere qualche speranza di centrare gli obiettivi dell’Accordo di Parigi questa tendenza deve essere invertita.

Tuttavia, alla COP25 di Madrid il disaccordo è stato completo su quasi tutti i temi sul tavolo. Il 2020 sarà un anno di cruciale importanza: non solo l’Accordo di Parigi entrerà in vigore a tutti gli effetti ma dovranno anche essere rivisti al rialzo gli obiettivi nazionali volontari di riduzione delle emissioni fissati nel 2015, oggi largamente insufficienti.

Ambizioso è invece il target – la neutralità climatica al 2050 – che si è posta l’Unione europea con il Green New Deal. Questa nuova strategia di crescita dovrà coinvolgere tutte le politiche di competenza comunitaria e il suo successo dipenderà dalla capacità di mettere in atto la riconversione sostenibile di ogni settore dell’economia. Gli investimenti privati saranno determinanti per la strategia europea e il rapporto Finanza – Impresa dovrà consolidarsi moltiplicando le risorse da destinare per ridurre le emissioni di CO2 ed alimentare lo sviluppo economico in ottica di circolarità.

Sono sempre più numerose le aziende che si muovono su questo fronte. Nel 2019 i Green Bond emessi dalle imprese italiane sono raddoppiati rispetto all’anno precedente superando i 5 miliardi di euro. A fine dicembre, Asja Ambiente Italia ha emesso il primo Green Bond in Italia destinato interamente a finanziare la costruzione di impianti di produzione di biometano dai rifiuti organici. A pochi giorni dal lancio, l’obbligazione è già stata sottoscritta per oltre la metà del suo valore, dimostrando l’interesse della finanza ad investire nella transizione verso la sostenibilità.

Il 2020 apre un decennio unico nella storia dell’umanità, l’ultima finestra disponibile per evitare la catastrofe climatica. Le decisioni e le azioni che verranno intraprese cambieranno per sempre le sorti delle future generazioni. E potremo cambiarle in meglio solo riscrivendo il nostro modello di sviluppo con politiche coraggiose e il più possibile condivise.

Questo articolo è stato pubblicato su Nuova Energia, numero 6-2019. 

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