Biometano circolare

L'Italia acquista dall'estero circa l'80% dell'energia, principalmente sotto forma di gas e petrolio. Questa energia è fondamentale per i trasporti, il riscaldamento degli edifici, le attività industriali e la produzione di elettricità. Tale scenario dimostra l'urgenza di aumentare la produzione nazionale di energia elettrica sfruttando le nostre risorse, come le fonti rinnovabili, e di spingere verso l'elettrificazione dei consumi. Essendo priva di gas metano, l'Italia è costretta a importarlo, esponendosi a rischi e costi crescenti per la sicurezza e l'economia del Paese. Si tratta di una situazione che persiste ormai da anni, in cui ogni tensione internazionale o guerra si traduce in un immediato aumento delle bollette per i cittadini.

Se in Italia manca il gas metano, non mancano però i rifiuti. Questi ultimi rappresentano una risorsa fondamentale per l'indipendenza energetica del Paese e per l'economia circolare nei territori. I rifiuti organici, infatti, possono essere trasformati in biometano: un gas rinnovabile con le stesse caratteristiche del metano fossile, pronto per essere immesso nella rete nazionale. Possiamo valorizzare questa opportunità potendo contare su tecnologie già competitive e disponibili, oltre che su competenze industriali che rappresentano un'eccellenza riconosciuta nel mondo. L'Italia possiede infatti un solido know-how nel settore del biogas e del biometano, che la colloca tra i leader dell'economia circolare a livello europeo e globale.

Alla base di questo ragionamento c'è un concetto chiave per l'indipendenza energetica del Paese: il metabolismo urbano. Possiamo immaginare una città come un organismo vivente, che consuma risorse in entrata e produce scarti in uscita. L'economia circolare interviene proprio su questo flusso, trasformandolo da lineare — dove il rifiuto rappresenta un punto di arrivo — in un ciclo virtuoso di riutilizzo e riciclo.

Affinché questo processo funzioni davvero, il metabolismo urbano deve diventare esso stesso circolare: un'evoluzione virtuosa che richiede il contributo di tutti gli attori della città, dalle istituzioni ai cittadini, fino alle imprese. Applicare la circolarità all'energia per generare benefici sul territorio è proprio ciò che stiamo contribuendo a fare, ad esempio, nella Città di Palermo. Lo scorso 20 luglio sono stati avviati i lavori per la realizzazione, a Bellolampo, dell'impianto di produzione di biometano di Asja Energy, attraverso la conversione dell'esistente impianto di energia elettrica da biogas della discarica. Realizzato grazie alla collaborazione con AMG Energia — la società del Comune di Palermo che gestisce la rete cittadina di distribuzione del gas e che realizzerà le infrastrutture di connessione — l'impianto sarà ìl primo in Sicilia a produrre biometano dai rifiuti urbani della discarica. Sarà inoltre il terzo in Italia per l'azienda (dopo quello di Genova) e il primo in assoluto a immettere biometano direttamente nella rete cittadina, portandolo nelle case dei palermitani. La struttura produrrà oltre 4 milioni di metri cubi di biometano all'anno, sufficienti a coprire il fabbisogno di circa 10.500 famiglie. Questa produzione eviterà annualmente l'importazione di altrettanti metri cubi di gas fossile e il rilascio di circa 8.000 tonnellate di CO2. Il nuovo impianto sorgerà interamente sulle aree già occupate dalla vecchia struttura, con un consumo di nuovo suolo pari a zero, e permetterà alla Città, attraverso RAP, di incassare 16 milioni di euro nei prossimi diciannove anni.

Questo articolo è stato pubblicato su QualEnergia, edizione settembre-ottobre 2026.