Sicurezza e costi dell’energia: dalle rinnovabili una prima e immediata soluzione all’urgenza giustamente richiamata dal Governo
Nuovo picco del prezzo del gas che supera gli 87 €/MWh, raggiungendo i livelli più alti da dicembre 2022, e trascina il PUN a 210,85 €/MWh (14 ottobre 2026).
Nelle Comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo è stato ricordato che il nostro mix energetico dipende ancora in misura significativa dal gas (Consiglio europeo del 15-16 ottobre, Comunicazioni del Presidente Meloni al Senato). È una vulnerabilità che possiamo superare aumentando la produzione elettrica da fonti rinnovabili, il cui prezzo medio nelle ultime aste FER X è stato inferiore a 60 €/MWh.
ARERA nella recente audizione alla Camera ha spiegato che l'integrazione accelerata di rinnovabili e accumuli è l'unica vera leva strutturale per abbattere in modo permanente i prezzi all'ingrosso e ridurne la forte volatilità. (QualEnergia: Prezzi energia, audizione Arera: “Più rinnovabili contro la volatilità del Pun”). Più rinnovabili nel mix significano risparmi in bolletta, anche con l'attuale meccanismo del prezzo marginale: più produzione rinnovabile significa più ore in cui sono le rinnovabili a fissare il prezzo e non il gas. Il gas in Italia lo determina per circa il 90% delle ore.
Secondo Ember, i Paesi che dipendono dai combustibili fossili per la produzione elettrica, come l’Italia, subiscono rincari molto più pesanti di quelli che hanno quote maggiori di rinnovabili in quanto le fluttuazioni del mercato del gas influiscono sulle bollette molto più dei costi del carbonio o delle politiche climatiche. (Avvenire: Per 9 ore su 10 in Italia è il gas a fare il prezzo dell'elettricità. Le bollette? Aumenteranno).
Apprezzo che il Governo abbia riaffermato con fermezza il proprio sostegno a Kiev e posto in luce il ruolo dell’energia come leva per finanziare il conflitto. Condivido l'esigenza, nelle Comunicazioni al Senato riferita a livello europeo, di trovare una risposta rapida sull’energia e di fare in modo che le regole non aggravino gli effetti delle crisi. Può essere l’occasione per far funzionare, anzitutto, le regole nazionali che oggi rallentano proprio le rinnovabili, cioè gli impianti che producono al minor costo e con risorse nazionali.
Dopo anni di lavoro sul Testo Unico FER, abbiamo un quadro normativo che potrebbe essere in grado di superare le attuali criticità del permitting: basterebbero due modifiche normative su istituti già presenti nell'ordinamento (Parere paesaggistico e Tempi certi nelle Regioni).