Acceleriamo le aste rinnovabili per tagliare il prezzo dell'elettricità e il consumo di gas

Per mesi il disaccoppiamento ha spopolato nel dibattito politico come soluzione panacea del caro energia. Ma lo strumento chiave per disaccoppiare, in pratica, il prezzo dell'elettricità rinnovabile dal gas, cioè le aste competitive, resta da anni pressoché fermo nei cassetti.

È incomprensibile, perché il ritardo nell'utilizzo delle aste significa far perdere al Paese occasioni concrete per comprare elettricità a meno di 60 €/MWh — il prezzo medio dell'ultima asta FER X — cioè a meno di un terzo del PUN (203 €/MWh al 29 settembre 2026 qualenergia.it/pro/documenti/…).

Occasioni colte invece dalla Germania, che svolge aste competitive ogni tre o quattro mesi, ogni anno, con date fissate con anni di anticipo e rispettate round dopo round. Lo fa proprio per garantirsi un flusso costante di capacità rinnovabile a prezzo fisso e disaccoppiato dal gas, a beneficio dei cittadini, che risparmiano, e degli operatori, che godono di stabilità, prevedibilità e certezza e possono quindi pianificare investimenti a lungo termine senza essere esposti a continui cambiamenti che aumentano il rischio regolatorio.

In Italia abbiamo aspettato quattro anni il decreto FER X, e nel frattempo abbiamo visto cambiare più volte in corsa lo stesso impianto normativo: dal FER X Transitorio, con due sole aste nel 2025 (una riservata al fotovoltaico con i nuovi criteri NZIA), al FER X definitivo, un meccanismo che a un giorno dalla scadenza per le richieste di qualifica (30 settembre) è ancora pieno di punti interrogativi. E con 90 giorni di istruttoria, più i tempi della fase delle offerte, la prima asta che «doveva» svolgersi entro fine 2026 arriverà a graduatoria, di fatto, nel 2027.

Vediamo inoltre affacciarsi sulla scena un meccanismo d'asta nuovo, più complesso e mai rodato — il FER Z — destinato a diventare il principale veicolo per sviluppare il fotovoltaico utility scale, la tecnologia più competitiva in assoluto. In Italia si fanno da anni pochissime aste e con le decisioni attuali stiamo andando nella direzione opposta a quella che dovremmo, perché il Paese ha bisogno di più energia elettrica rinnovabile, il prima possibile, al costo più basso.

Serve programmare un calendario di aste competitive strutturato e di lungo periodo, con meccanismi già rodati e contingenti di nuova potenza rinnovabile adeguati, tenendo conto anche della pipeline di progetti già in iter autorizzativo. Sarebbe un'azione in grado di incidere sul caro energia, riducendo i prezzi già nel breve periodo. In parallelo alla definizione del calendario delle aste, dovremmo ovviamente accelerare la realizzazione dei nuovi impianti rinnovabili.

Per farlo basterebbero due sole modifiche all'attuale Testo Unico FER, come spiego in questo articolo.